Salsa love!

con la salsa c’è più gusto

THE BLACK LIST… Giugno 9, 2008

Archiviato in: un pò così — crishine @ 6:58 pm
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Ho trovato su un forum di salsa questa citazione davvero simpatica di un ragazzo a riguardo della LISTA NERA delle piste da ballo….

Forse questa BLACK LIST è un po’ esagerata…e spero tanto che questo ragazzo sia riuscito a ridurre le presenze all’interno di questa lista…quantomeno per non passare l’intera serata sui divanetti del locale giocando a cellulare…  :-)

 

 

Vi è mai capitato di andare a ballare nel locale più o meno abituale, guardare le ragazze (i ragazzi, per le ragazze) nella pista e sapere già che con alcune di esse/i non ci ballerete? Non glielo chiederete neppure e, se invitate (per le ragazze), rifiuterete.

Ebbene, a me capita e questa lista costituisce una mia personale “black list” . Spesso non conosco neppure i nomi e a pensarci bene è una strana lista, visto che non si puo’ neppure scriverla.
Lo so, lo so, detta cosi’ non e’ una bella cosa, ma se avrete la pazienza di leggermi ancora un pochino, vedrete che la cosa e’ piuttosto utile e non solo per me.

 

Come si entra nella black list?

 

Nei modi piu disparati, ho scoperto nel tempo.
Ci sono ragazze che ballano solo con gli animatori . Fanno la fila e pazientemente aspettano il loro turno. Se chiedo a una di loro di ballare (non sono un animatore evidentemente ) gentilmente rifiutano: perderebbero il loro turno. Il ragionamento non fa una piega: black list.

 

Ci sono ragazze che ballano solo con il loro fidanzato . E fin qui nulla di strano, anzi, se me ne accorgo in tempo, non le invito neppure. Tuttavia a volte la cosa non e’ affatto evidente e quando mi avvicino, ricevo un secco no: black list.

 

Ci sono ragazze che se la tirano cosi’ tanto che ci manca poco che si spezzino: black list.

 

Altre ballano veramente molto bene ed in tutta onesta’, almeno per il momento, non me la sento . E’ un residuo della “ansia da pista” e a meno di non accettare la cosa come sfida personale, beh… black list.

 

Ci sono ragazze che ti rifilano un “no” senza alcun apparente motivo . Alla seconda volta, anche in due serate differenti: black list.

 

Ci sono ragazze che proprio mi ci trovo male fin da subito . Gia’ a livello di pelle. Non saprei dire bene perche’. Forse ballano in un modo strano, forse e’ per la loro espressione, forse per come si muovono o quello che dicono o non dicono. Comunque sia: black list.

 

Ci sono ragazze troppo belle e qui faccio tutto io. Insomma, a loro farebbe pure piacere (di ballare), ma io divento un budino, una sotto specie di invertebrato smidollato . Se poi portano vestiti succinti, aderenti sotto e con vertiginose scollature sopra , dove la fantasia vola oltre ogni possibile realta’ (saranno pure umane anche loro!), ebbene, ho giusto la forza di comprendere che non ce la potrei mai fare (di ballare), e mi dirigo nella parte diametralmente opposta della pista alla ricerca di qualche ragazza tipo della porta accanto (mai conosciuta una ragazza così dove abito! ). Per le ragazze troppo belle, quindi (a malincuore): black list.

 

Come accennavo prima, una cosa di per se non tanto bella, sembra pero’ funzionare piuttosto bene. Si evitano spiacevoli imbarazzi o figuracce ed in qualche modo, come in un tacito accordo, anche la persona nella black list ne diventa consapevole. A volte ci si ritrova pure a scambiare due parole insieme, entrambi “tranquillizzati” dal sapere che non si ballera’ insieme, almeno per il momento .

 

Come si esce dalla black list?

E’ semplice, in realta’ come per entrarvi, ma non produco alcuna motivazione (strano davvero!). Basta che sia la ragazza in questione a chiedermelo, anche solo con lo sguardo e, a parte qualche raro caso, la cosa e’ fatta.

 

 

Io la mia lista nera ce l’ho:

 

 

  • Un maestro di ballo di cui non faccio nome (E***s)…non so perchè, ma mi mette soggezzione :-) ;
  • Ragazzi che ti invitano a ballare soltanto per vedere se riescono a rimorchiare;
  • Ragazzi che ballano in maniera troppo spinta, con delle movenze sensuali INDESIDERATE;
  • Ragazzi che si muovono troppo…e strattonano procurando a noi povere ragazze malcapitate, degli stiramenti (ogni riferimento… ;-) );
  • Ragazzi anche molto bravi che ballano solo per dimostrare a loro stessi “QUANTO SO’ FIGHI”;
  • (mi ero dimenticata di inserirlo prima) Ragazzi che hanno un profumo molto “virile”…cioè….quelli che puzzano di sudore…   :-(
 

la salsa cubana Giugno 9, 2008

Archiviato in: cos'è la SALSA — crishine @ 4:53 pm
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Lo stile cubano di ballare salsa affonda le sue radici nel vecchio Son, genere musicale tradizionale, ballato in coppia o staccato nelle campagne di Santiago de Cuba, le cui movenze nascono dalla pura quotidianità popolare.

 

Le tecniche più comuni per ballare in coppia sono : passo base (eseguito laterale e in circolo). exhibela ( apertura cubana ) . dile que no ( movimento di surplace ) . vuelta basica & sietenta ( giro sul posto) . media vuelta ( specie di scambio fra i partners) . mariposa (apertura a farfalla dei ballerini ) … etc..

 

 

Alcuni sostenono che preferiscono di gran lunga la salsa cubana perche è piu libera e lascia piu spazio all’interpretazione.. non ha schemi rigidi e non c’è la necessita di seguire alcuna linea..l’uomo e la donna effettuano delle figure nelle quali sono previsti continui scambi di posto e giri..

 

 

La cosa che mi fa piu ridere sono le finte….La finta consiste in un movimento rapido di braccia che fa l’uomo, con una finta intenzione di farla girare…

 

 

Ho trovato questo video su youtube che ne mostra una bella serie:

 

 

 

 

 

 

Colgo l’occasione per salutare Michele, con cui mi piace tantissimo ballare la salsa cubana…  :-)

 

 

 

Certo che, certe canzoni si possono ballare solo con la salsa cubana…(come d’altronde alcune soltanto con la portoricana).

 

A me piace ballare tutti e due gli stili, dipende molto dall’umore che ho in quel momento o da quello che mi stimola la musica che sto ascoltando.
anche se portoricana si addice di piu’ alla mia personalita’..

 

Oltre alla musica e ai movimenti, in genere nella salsa cubana cambia anche il modo di vestire che, in genere si differenzia da quello portoricano, perche’ è piu’ comodo..

 

Un tipico esempio dell’abbigliamento in “stile cubano” sono “i pantaloni con le frange”..

eccoli:

 

SONO VERAMENTE ORRIBILI!

 

P.S.

Capito Giacomoooo (il “mio ballerino” del corso invernale)….  é da tanto che nn balliamo io e te…  :-)

 

terminologia nella musica e nella cultura della salsa Giugno 9, 2008

Archiviato in: curiosità molto curiose — crishine @ 4:23 pm
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Ho trovato un sito internet nel quale vengono tradotte molte delle parole e degli intercalari utilizzati nella salsa, vengono fornite anche delle brevi spiegazioni di alcuni strumenti musicali o dei tipi di danze…

 

Vale la pena andare a darci un occhiata   :-)  

Tutti i termini sono stati inseriti in ordine alfabetico, quindi di facile consultazione.

Questo è il link : http://www.salsamania.it/abcsalsa/abcsalsaindex.htm

 

Colgo l’occasione per citarvene alcuni, per esempio:

 

  • Ahi-na-ma - Espressione usata nella maggior parte dei casi dai cantanti cubani per dare enfasi alla prestazione canora o musicale dei componenti del gruppo.

 

  • Ataca (Atà) - Espressione usata dai musicisti cubani per dare inizio ad una sezione di fiati o al tumbao.

 

  • Azúcar - Espressione usata dalla scomparsa e compianta cantante Celia Cruz per motivare il pubblico nei suoi concerti.

 

  • Barrio - Settore urbano caratterizzato per un denominatore comune , che può essere o architettonico, topografico o sociale. A New York si denomina Barrio l’area latina di Harlem, un luogo di concentramento degli immigranti del Portorico.Senza alcun dubbio , è sinonimo anche dei settori Bronx e di Manhattan . Il suo significato corrisponde all’ italiano quartiere.

 

  • Descarga - Sessione musicale fatta per improvvisare e che i Jazzisti chiamano Jam Session. In linea di massima in queste sessioni. si prende una melodia o un montuno come base e poi la si amplia con improvvisazioni consecutive.

 

  • Guaguanco - Ballo folklorico di origine Afro-Cubana accompagnato solo da percussioni: le tre congas che gli danno il ritmo sono la tumbadora che da il ritmo base ,el segundo che si occupa di dare il contrattempo ,mentre el quinto improvvisa.Si effettua in coppia ed ha un contenuto altamente erotico nel quale l’uomo tenta con movimenti allusivi di “possedere”una donna che gli resiste o si compiace della cosa:tutto ovviamente a ritmo di percussioni.

 

  • Montuno - Variante del Son cubano , che ha un ritmo tipo in clave di 3-2. Creazione ritmica e melodica breve , generalmente suonata dal piano nel mezzo di un pezzo di Salsa. Nel Montuno si alterna un a battuta debole con una forte. En 1938 il bassista cubano Orestes López incorporò un Montuno sincopato nella sezione final del Danzón, quello che poi prese il nome di Mambo, anche se riceve altre denominazioni come Capetillo e Diablo.

 

  • Orisha. Divinità della religione Santeria a Cuba.

 

  • Sabor. Concetto musicale che nel Jazz equivale al Swing e che, come nella cucina, significa condimento. El Sabor è la essenza della musica del Caribe e si chiama anche, Saoco, Feeling o Yunfa.

Questo è, a mio parere, il termine più bello..  :-)

  • Son - Stile di ballo sicuramente nato a Cuba nel processo di fusione tra le tradizioni degli schiavi africani e quelle dei colonizzatori spagnoli. Si diffonde a Santiago prima e poi nella Habana: Nico Saquito, Ignacio Piñeiro y el Septeto Habanero, Trio Matamoros (que mischiandolo con il bolero genera il bolero-son) ieri e più recentemente la Vieja Trova Santiaguera, la Familia Valera Miranda, Compay Segundo, Adalberto Alvarez sono i suoi insigni rappresentanti.

 

  • Tumbao - Colpo dato sul tamburo o sulla tumbadora o sulla conga ,dato in una tal forma che il suo suono quasi formi quello della parola «tum bao». Si conosce anche, con questo nome al “golpe” caratteristico del Son.

 

  • Vacuano – movimento sinuoso e sensuale che viene eseguito dai ballerini di salsa simulando una sorta di amplesso erotico. ha una origine storica nella rumba.

…ma di quest’ultimo termine, ve ne ho già parlato…   ;-)

 

gli Aventura Giugno 9, 2008

Archiviato in: artisti e videoclip — crishine @ 1:45 pm
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Parlando di bachata, perchè non parlare di coloro che hanno reso questo genere un fenomeno commerciale, grazie alla loro hit “obsesiòn” dell’anno 2003.

l Grupo Aventura ad oggi è l’unica band che sia riuscita nell’intento di far conoscere la musica latino americana sul nostro territorio nazionale aprendo una breccia nel mondo pop.

 

MI CORAZONCITO (anno 2006)

 

 

 

 

 
Gli Aventura sono un gruppo musicale bachata-R&B ispano-americano di New York City.
I componenti del gruppo, che prima si chiamava “Los Teenagers”, vivevano nel Bronx ma effettuarono i loro primi lavori musicali nella città di Boston, dove vive la più grande comunità dominicana al mondo.

 

I loro inizi sono stati molto duri, come tutti i nuovi gruppi che cercano di realizzare un sogno fama e fortuna. In poco tempo hanno scalato i vertici delle classifiche, il loro stile musicale è molto originale e totalmente differente dal resto dei bachateros e la loro giovane età musica ha rotto le regole della bachata tradizionale dandogli un tocco giovanile e moderno, avvicinando anche i giovani al ritmo della Bachata.
La bachata è stata sempre presentata al pubblico con temi di risentimento e amarezza, mentre ora gli Aventura gli hanno dato un tocco giovanile e molto internazionale unendo la bachata con altri differenti ritmi. 

 

la bachata Giugno 9, 2008

Archiviato in: oltre la SALSA C'è DI PIù — crishine @ 1:41 pm
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La bachata è nata a Santo Domingo nei primi decenni del ventesimo secolo (1900-1930), fra la povera gente e negli ambienti della prostituzione, come danza e musica di rifugio, rispetto alle durezze della vita.

 
I testi della bachata erano storie di vita vissuta, spesso a contenuto amoroso e sessuale.
Con l’accompagnamento di maracas e chitarra a tre corde, o di fisarmonica e guiro (è forte la presenza dell’influenza ispanica e francese).

 
La bachata era anche usata per le dichiarazioni ‘pubbliche’ d’amore.
Le movenze del relativo ballo apparivano oscene e volgari: i partners stavano in permanente contatto, con i corpi l’uno contro l’altro, per tutta la durata del brano, tranne rarissime eccezioni;
in tale posizione, la coppia si muoveva dondolando, marcando il quarto battito di ogni battuta musicale con equivoci colpi d’anca.

Nella bachata delle origini non esistevano tante figure: si doveva stare abbracciati, perché proprio quello voleva il ballo, (infatti…tutte le figure che sono state inserite nella bachata sono state prettamente un’invenzione commerciale).
Per questo motivo, la danza era osteggiata dalle autorità.

 

Per diversi decenni, la bachata, snobbata dalle classi dominanti e medio – alte, è riuscita a sopravvivere nelle usanze del popolo basso, che comunque vi percepiva una naturale facilità/possibilità di identificazione. Il ritmo romantico di tale musica e le connesse figure di danza conquistavano inevitabilmente le persone abituate a vivere di stenti e di speranze.

La bachata non sarebbe diventata famosa se non fosse stata scoperta e rilanciata da grandi musicisti ed interpreti. Juan Luis Guerra intuì la dolcezza di questo genere musicale e gli dedicò un album: Bachata Rosa.
Attraverso la sua mirabile maestria applicata a melodie delicatissime, il mondo ha scoperto la bachata.

 

In verità, a partire dagli anni 80, i media dominicani avevano riportato alla luce, in una cornice di positiva rivalutazione, questa tradizione popolare che veniva da lontano.
Ma musica e danza restavano un fenomeno interno. Con J. L. Guerra la bachata fu introdotta nei circuiti internazionali. La bachata, anche negli arrangiamenti e negli adattamenti moderni, più vicini alla nostra sensibilità, ha mantenuto quasi sempre il contenuto amoroso, lungo la duplice direttrice di sesso e sentimento.

 

 

 

(tratto da http://www.salsaverde.it/ )